Cronistoria
La mia vita artistica
1987
SONIA STRUKUL- mostra personale Fondazione Bevilacqua la Masa Venezia E' difficile riassumere sinteticamente il percorso artistico di Sonia Strukul dall' esordio ad oggi. Gli anni sono pochissimi ma le trasformazioni sono davvero molte al punto da rendere veramente difficile riconoscere nei quadri astratti aggressivi dell' 81 la stessa mano che ha dipinto “preziosamente” questi ultimi soggetti. Non è impossibile comunque scorgere un filo rosso di continuità. Proprio l' impiego di una tecnica rigorosamente astratta nelle prime opere con l' impiego di materiali riportati (gesso, caseina) alla maniera di Saetti ma con effetti ( colori metallici traslucidi) che talvolta ricordano il Dubuffet degli anni 60, ha fatto sì che l' organizzazione dello spazio risultasse anche nelle opere successive molto controllato e comunque sempre vincolato da una logica costruttiva e strutturale. Negli anni immediatamente successivi (1982) l' artista da una parte si serve di un materiale più degradabile come la plastica e nello stesso momento si avvia verso un processo che tende ad assemblare forme autonome e differenziate (ad esempio tele triangolari) incollate lasciando molto frequentemente degli spazi vuoti che creano effetti di quadro nel quadro, in cui la plastica funziona come supporto. Ma subito dopo Sonia ritorna alla superficie e al quadro come spazio omologo. Nascono così delle strutture astratte in cui si assiste alla combinazione continuamente e impercettibilmente variata di elementi minimi molto ricchi da un punto di vista cromatico. Sonia in questo periodo si serve di tele bagnate col risultato di dar vita ad effetti luminosi più ricchi grazie al gioco ritmico delle pieghettature. Proprio in questo periodo con un quadro dal titolo assai significativo: Omaggio a Matisse la pittrice apre ai valori figurativi non rinunciando per nulla ai risultati già acquisiti. Il disegno d198i volti soprattutto, si stacca dapprima, separato a superfici-sfondo analoghe a quelle precedenti poi i profili appaiono tracciati in nero ma completamente avvolti dal ritmo avvolgente e fluido delle combinazioni cromatiche. Nell' 84 a Parigi Sonia inizia a dipingere dei vasi. Rinuncia almeno inizialmente. Al gioco decorativo e dipinge superfici monocromatiche su cui si stagliano pochi geometrici oggetti in uno spazio privo di ogni risoluzione prospettica. Poi un passaggio che costituisce, per ora, l'ultima maniera della pittrice lo spazio si arricchisce grazie ad un raffinatissimo gioco che si potrà forse definire ornamentale. Ogni elemento, figura o sfondo non importa, viene dipinto secondo una diversa concentrazione di segni e un diverso valore tonale ( raggruppamenti ritmici e cromatici). Si passa alla Vasca dei pesci al Bacio ad un progressivo e controllato abbandono alla tecnica pittorica, alla notevole fluida ricercatezza del gesto. I pannelli dipinti, quasi sempre di grande dimensione,con un gusto decorativo e musicale sembrano proprio avvolti da un' atmosfera orientale. Marco Praloran 1987
Opera di riferimento: SENZA TITOLO
1984
L' OCCHIO E LO SGUARDO I NOMI DELLA PITTURA una bella collettiva alla Chiesa di S. Lorenzo Venezia. Questa è una foto che commemora questo momento, siamo tutto il gruppo e il curatore, purtroppo a testimonianza di questa mostra non mi resta molto, gli inviti e manifesti sono andati perduti, ricordo che era in concomitanza con la 41° Biennale arti visive,
1983
Per la mostra PITTPANNELLO Parigi 1983 avevo fatto un libricino con all' interno le istruzioni per appendere o comunque utilizzare in maniera ludica i pittpannello. Era tutto molto coerente e in linea con lo spirito del tempo...
1983
Parigi, nel mio studio un' anteprima della mostra " PITTPANNELLO" è stata la mia prima mostra in assoluto! Essendo appunto delle strutture mobili che andavano appese e avevano delle finestre in plastica trasparente a forma di triangolo, risultavano come delle quinte in cui ci si poteva muovere dentro gli spazi che si ceavano, era impotante l' allestimento che naturalmente variava a seconda del luogo dove si trovavano
1980
LABORATORIO AMBIENTAZIONE diretto dal CENTRO MASCHERE E STRUTTURE GESTUALI di Donato Sartori. Da questo laboratorio nato a Venezia durante il carnevale, si formò questo gruppo specializzato in interventi urbani come si direbbe oggi,abbiamo percorso l' Italia da Genova a Napoli e oltre intervenendo su monumenti piazze, edifici storici e rappresentativi della città in cui ci trovavamo, con un ragnatela avvolgevamo tutto creando atmosfere magiche e surreali. A testimonianza di questa fantastica esperienza http://www.sartorimaskmuseum.it/. il Museo della maschera di Amleto e Donato Sartori ad Abano Terme , all' interno c'è una sezione dedicata al LABORATORIO AMBIENTAZIONE